Resto al Sud: l’età massima estesa a 55 anni dalla Legge di Bilancio 2021

Resto al Sud, la Legge di Bilancio 2021 estende l’età massima da 45 a 55 anni.

Il comma 171 dell’art. 1 della Legge di Bilancio 2021 emenda la disciplina della misura, introdotta dal D.L. n. 91/2017 (Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno), volta ad incentivare la nascita di nuove realtà imprenditoriali ad opera di giovani imprenditori nelle regioni del Meridione e, in particolare, in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria), nei settori:

  • industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone;
  • turismo
  • attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria)

La novità consiste nella possibilità di avere accesso all’incentivo fino all’età di 55 anni, ampliando così nuovamente, rispetto a quanto già previsto dalla Manovra 2020, la platea dei possibili beneficiari.

Resto al Sud copre il 100% delle spese, con finanziamenti che possono arrivare fino a:

  • a partire dal 19 luglio, 60.000 euro per le attività svolte in forma di ditta individuale o di libera professione esercitata in forma individuale (l’importo originario di 50.000 euro è stato incrementato dalla legge di conversione del decreto Rilancio);
  • fino a 200.000 euro per le società composte da quattro soci.

Per tutte le iniziative imprenditoriali si prevede il 50% di contributo a fondo perduto e il 50% di finanziamento bancario agevolato. Anche quest’ultima è una delle novità introdotte in sede di conversione del decreto Rilancio, e si applica quindi dal 19 luglio 2020.

Transizione 4.0: incentivi previsti nella Legge di Bilancio 2021 in discussione

Prime indiscrezioni sull’ipotesi in Legge di Bilancio 2021: Piano transizione 4.0 esteso sino al 2022 e potenziato

Si conferma la proroga e il rafforzamento degli incentivi del Piano Transizione 4.0:

  • credito d’imposta beni materiali e immateriali generici e 4.0,
  • ricerca & sviluppo e innovazione,
  • formazione 4.0.

Importanti novità al vaglio:

  • Si prevede un aumento delle aliquote agevolative, dei massimali di spesa, della tipologia dei costi ammissibili.
  • Si prevede una riduzione del periodo di compensazione in F24 e l’introduzione dell’opzione della cessione dei crediti d’imposta.
  • Saranno stabilizzate e potenziate le misure strategiche per l’innovazione, soprattutto con riferimento alle tecnologie di frontiera, e verrà estesa la platea dei beneficiari.
  • La nuova versione del credito d’imposta è valida per gli investimenti effettuati a partire dal 16 novembre 2020 e resteranno in vigore fino alla fine del 2022, con possibile estensione fino al 30 giugno 2023 se entro il 31 dicembre 2022 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti di almeno il 20% del costo di acquisizione.
  • Ampliate le spese agevolabili per il credito d’imposta formazione 4.0.
  • Incremento delle aliquote Ricerca&Sviluppo, innovazione tecnologica e design e ideazione estetica.
  • Ulteriori specifiche con riferimento a spese extra-muros ed intra-muros e quote di ammortamento.
  • Introdotto l’obbligo di asseverare la relazione tecnica, con lo scopo di assicurare maggiore certezza alle imprese sull’ammissibilità delle attività svolte e delle spese sostenute.

Per i dettagli consulta la scheda allegata aggiornata con le ultime novità.
NUOVO PIANO TRANSIZIONE 4.0 – NUOVA “IMPALCATURA” PREVISTA DALLA LEGGE DI BILANCIO 2021

Credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo nelle aree del Mezzogiorno

Al fine di incentivare più efficacemente l’avanzamento tecnologico dei processi produttivi e gli investimenti in ricerca e sviluppo delle imprese operanti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, la misura del credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo di cui al comma 200 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, inclusi i progetti di ricerca e sviluppo in materia di Covid-19, direttamente afferenti a strutture produttive ubicate nelle suddette regioni, è aumentata:

  • dal 12% al 25% per le grandi imprese che occupano almeno 250 persone, il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro,
  • dal 12% al 35% per le medie imprese, che occupano almeno 50 persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro,
  • dal 12% al 45% per le piccole imprese che occupano meno di 50 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro, come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003.

La maggiorazione dell’aliquota del credito d’imposta prevista dal comma 1 si applica nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, e in particolare dall’articolo 25 del medesimo regolamento in materia di “Aiuti ai progetti di ricerca e sviluppo”.

Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a 48,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021, 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo sviluppo e coesione di cui all’articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147.

Relazione illustrativa

La misura prevede la maggiorazione, nelle Regioni del Mezzogiorno e per gli investimenti afferenti a strutture produttive ubicate nelle suddette regioni, della misura generale di credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo di cui al comma 200 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, anche al fine di agevolare l’attività di ricerca in ambito Covid-19 .

La maggiorazione è disposta nelle misure di cui al comma 1 e comunque nel rispetto dei limiti e delle condizioni di cui all’articolo 25 del Reg. UE 651/2014 relativo ad “Aiuti a progetti di ricerca e sviluppo”. La maggiorazione è disposta a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione.

La misura potrà essere rivolta a progetti che comprendano una o più delle seguenti categorie:

  • Ricerca fondamentale: lavori sperimentali o teorici svolti per acquisire nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti;
  • Ricerca industriale: ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze e capacità da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi o per apportare un notevole miglioramento ai prodotti, processi o servizi esistenti. Essa comprende la creazione di componenti di sistemi complessi e può includere la costruzione di prototipi in ambiente di laboratorio o in un ambiente dotato di interfacce di simulazione verso sistemi esistenti e la realizzazione di linee pilota, se ciò è necessario ai fini della ricerca industriale,
  • Sviluppo sperimentale: l’acquisizione, la combinazione, la strutturazione e l’utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica, commerciale e di altro tipo allo scopo di sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati. Rientrano in questa definizione anche altre attività destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione di nuovi prodotti, processi o servizi. Rientrano nello sviluppo sperimentale la costruzione di prototipi, la dimostrazione, la realizzazione di prodotti pilota, test e convalida di prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati, effettuate in un ambiente che riproduce le condizioni operative reali laddove l’obiettivo primario è l’apporto di ulteriori miglioramenti tecnici a prodotti, processi e servizi che non sono sostanzialmente definitivi. Lo sviluppo sperimentale può comprendere lo sviluppo di un prototipo o di un prodotto pilota utilizzabile per scopi commerciali che è necessariamente il prodotto commerciale finale e il cui costo di fabbricazione è troppo elevato per essere utilizzato soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. Non comprende le modifiche di routine o le modifiche periodiche apportate a prodotti, linee di produzione, processi di fabbricazione e servizi esistenti e ad altre operazioni in corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti.

I costi ammissibili possono rientrare in una o più delle seguenti categorie:

  • spese del personale (ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario impiegati nei progetti);
  • strumentazioni e attrezzature;
  • costi relativi a immobili e terreni;
  • costi per la ricerca contrattuale, conoscenze e brevetti acquisiti o ottenuti in licenza, nonché costi per i servizi di consulenza e servizi equivalenti;
  • spese generali supplementari e altri costi di esercizio (materiali e forniture).

Bando Regione Marche per Rimborso Costi sostenuti per Fiere 2020

Le manifestazioni fieristiche oggetto del rimborso sono: 

  • Le fiere a carattere internazionale svolte in un paese estero;
  • Le fiere a carattere internazionale che si svolgono in Italia, certificate e non, consultabili al sito: http://www.calendariofiereinternazionali.it;
  • Le fiere che si svolgono nella regione Marche, che promuovano le eccellenze della regione Marche.

Spese ammissibili:

  1. Noleggio spazi espositivi ed allestimento stand (incluse le seguenti spese accessorie di allestimento es. allacciamenti e consumi elettrici ed idrici, pulizia dello stand, etc);
  2. Assicurazioni collegate all’esposizione in fiera;
  3. Iscrizione al catalogo ufficiale;
  4. Servizio di trasporto del materiale da allestimento ed espositivo fatturato da soggetti terzi (non sono ammesse spese a carico del beneficiario per pedaggi, carburanti, parcheggi, ecc.);
  5. Attività di interpretariato;
  6. Assistenza tecnica e partecipazione a corsi di formazione specialistica per la preparazione ai mercati internazionali;
  7. Partecipazione ad iniziative promozionali e di marketing a pagamento previste dal programma ufficiale della fiera (workshop, BtoB, outgoing, ecc.), comprese quelle rivolte all’incontro con buyer esteri proposte, organizzate o partecipate da ITA (Italian Trade Agency) in Italia o in Paesi esteri.

Modalità di erogazione del contributo:

  • Fiere in Italia: 50% dei costi ammissibili e quietanzati, al netto dell’IVA, per le voci di cui sopra fino ad un massimo di 2.000,00 €;
  • Fiere all’estero (in paesi UE): 50% dei costi ammissibili e quietanzati, al netto dell’IVA, per le voci di cui sopra fino ad un massimo di 2.500,00 €;
  • Fiere all’estero (in paesi EXTRA UE): 50% dei costi, ammissibili e quietanzati, al netto dell’IVA, per le voci di cui sopra fino ad un massimo di 3.500,00 €;
  • Fiere nelle Marche: 50% dei costi ammissibili e quietanzati, al netto dell’IVA, per le voci di cui sopra fino ad un massimo di 400,00 €;

Scadenza della domanda di presentazione:

  1. Dall’ 01.07.2020 al 31.07.2020 per le manifestazioni fieristiche tenutesi nel primo semestre;
  2. Dall’ 01.01.2021 al 31.01.2021 per le manifestazioni fieristiche tenutesi nel secondo semestre.

Bando Fondo Perduto al 100% per recuperare le spese di acquisto dei DPI

Il bando consente di ottenere il rimborso delle spese sostenute dalle aziende per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale finalizzati al contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

Sono 50 milioni di euro le risorse disponibili (fondi Inail, art 43.1 DL Cura Italia del 17 marzo 2020).

Impresa SIcura rimborsa l’acquisto di:

  • mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3;
  • guanti in lattice, in vinile e in nitrile;
  • dispositivi per protezione oculare;
  • indumenti di protezione quali tute e/o camici;
  • calzari e/o sovrascarpe;
  • cuffie e/o copricapi;
  • dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea;
  • detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici.

L’importo massimo rimborsabile è di 500 euro per ciascun addetto dell’impresa richiedente e fino a 150mila euro per impresa.

Il bando di Invitalia prevede 3 fasi:

  • Le imprese interessate dovranno inviare la prenotazione del rimborso dall’11 al 18 maggio 2020, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00. attraverso uno sportello informatico dedicato, raggiungibile dal sito di Invitalia.
  • Sempre sul sito dell’agenzia, seguirà la pubblicazione dell’elenco, in ordine cronologico di arrivo, delle imprese ammesse alla presentazione della domanda di rimborso.
  • La domanda potrà essere compilata dalle ore 10.00 del 26 maggio alle ore 17.00 dell’11 giugno 2020 sempre attraverso procedura informatica.